un tuffo nell’acido

Ok sarò breve, ero alla Brasserie Arnage di Cesena per lavoro: c’erano delle birre un po’ inconsuete da assaggiare (un lavoro sporco ma qualcuno doveva pur farlo..)

Il nostro obiettivo era scoprire  quanto l’acidità di gueze e varie fermentazioni spontanee riuscisse ad abbinarsi e ripulire la bocca dall’untuosità dei salumi più grassi che avevamo sotto mano: finocchiona toscana, coppa di mora romagnola, pancetta grassissima ed uno speck notevole.

Diciamo che l’esperimento è riuscito a metà, le birre han sofferto un po’ l’accostamento ai salumi perchè non avevano un’astringenza, un’acidità esuberante come altre dello stesso stile, di contro la Gueuze di Girardin, la Cuvèe di Cantillon e la Beerbera (italiana del birrificio Loverbeer che usa mosto di Barbera al posto del lievito per far partire la fermentazione) sono 3 gran birre, eleganti a mio avviso e “beverine” in confronto ad altre che fan parte di questo stile tradizionale belga un po’ scorbutico e poco incline alle mezze misure.

(la Mikkeller di acido e psichedelico ha più che altro l’etichetta…)

Per rimanere in tema

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6 commenti to “un tuffo nell’acido”

  1. Finitevela voi di lassù con queste cose!!

  2. ops ho scritto sul blog per non fare rosicare quelli del forum ma mi hai sgamato… proprio vero che Putro is the law… 🙂

  3. Il tuo basso profilo ( neanche due righe di presentazione ) mi costringono a salutarti in un commento…ciao, un blog in più da leggere! In bocca al lupo per tutto

  4. crepi il lupo! Grazie Simone! devo decidermi a scrivere qualcosa nella sezione About ma al momento mi vengono solo banalità e sto evitando l’incombenza di presentarmi.
    Non voglio nascondere che questo doveva essere il blog del negozio di prossima apertura, ma in barba ad ogni regola di marketing ci sto mettendo tutto quello che piace a me, non lo sto pubblicizzando e non ho ancora capito le varie configurazioni di wordpress.
    Diciamo che questa è la versione 1.0, a breve arriverà un banner con uno straccio di logo e partiremo con la versione 2.0 🙂

  5. La prossima volta Rosè de Gambrinus e LSD. Un abbinamento “d’amore”.
    Daje Già,in culo alla balena!

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